|
I Martiri dei primi tempi
Nella esecuzione dell'opera della redenzione i pericoli stavano sempre in agguato. Le traversate marittime del Mediterraneo costarono un alto contributo di vite dei frati redentori ma di più e maggiori furono le pene che molti di loro patirono nella terra dei saraceni. Alla celebrazione dell'importante Capitolo Generale del 1317 già numerosi religiosi avevano incontrato la morte con il martirio. Ne riportiamo solo alcuni tra quelli più conosciuti: Raimondo de Blames, primo martire dell'Ordine, fu decapitato in Granada nell'anno 1325. Ferdinando Peres e Luigi Blanch, nel 1250 furono catturati dai pirati e gettati in mare con pietre legate al collo. Luigi Gallo restò in pegno nel Marocco e fu bruciato vivo nel 1268. Guglielmo di Saggiano, italiano, venne lapidato e bruciato in Algeri nel 1270. Giacomo e Adolfo, catalani, conclusa la redenzione, furono entrambi assassinati mentre gli schiavi liberati vennero riportati nella prigione del luogo di provenienza, in Tunisi nel 1314. Alessandro Siciliano, bruciato vivo in Tunisi nel 1317, davanti al palazzo del re Muley Mahomet, perché servisse di divertimento al popolo.
San Raimondo Nonnato
È universalmente conosciuto con il soprannome di Nonnato perché sarebbe stato estratto dal ventre della madre già morta. Nacque a Portell, nella Provincia di Lerida (Spagna). Nella sua adolescenza si dedicò alla pastorizia, guidando un gregge di pecore nei dintorni di un romitorio dedicato a S. Nicola, nel quale si venerava una immagine della Vergine Maria. Lì nacque la sua devozione alla Santa Madre di Gesù che egli chiamava sua madre.Ancora molto giovane entrò nell'Ordine della Mercede e fu strenuo redentore di schiavi in terra dei Mori. In una redenzione realizzata in Algeri restò in pegno per liberare altri prigionieri. In quella circostanza patì la perforazione delle labbra che gli vennero chiuse con un lucchetto per impedirgli di parlare agli schiavi cristiani e di predicare la Parola di Dio anche ai musulmani. Riscattato dai suoi confratelli, il Papa Gregorio IX lo nominò cardinale della Chiesa, conferendogli il titolo di S. Eustachio. Quando già stava in viaggio verso Roma, convocato dal Papa, lo sorprese la morte nel castello di Cardona, nel 1240. Nel 1625 fu approvato il suo culto immemorabile e la sua festa fissata al 31 agosto per tutta la Chiesa.
San Serapio
Di origine irlandese, nacque verso l'anno 1179. Fu militare nell'esercito del re Riccardo Cuor di Leone. Passò quindi nella compagnia di Leopoldo VI di Austria per andare in Spagna, in appoggio dell'esercito cristiano di Alfonso VII che combatteva i musulmani. Nella penisola iberica Serapio decise di restare al servizio del re di Castiglia per proseguire nella difesa della fede cattolica. Qui ebbe occasione di conoscere Pietro Nolasco e i suoi frati, che si dedicavano alla difesa della stessa fede, però non guerreggiando contro i mori, ma liberando dal loro potere i cristiani schiavi.Chiese e ottenne l'abito mercedario nel 1222. Realizzò varie redenzioni. Nell'ultima, compiuta in Algeri insieme al suo compagno redentore Berenguer de Benares, dovette restare in pegno per alcuni schiavi in pericolo di rinnegare la fede, mentre l'altro redentore ritornò immediatamente a Barcellona per cercare il denaro. Poiché non arrivò in tempo la somma pattuita per il suo riscatto, i mori, credendo di essere stati defraudati, gli dettero un'atroce morte, inchiodandolo ad una croce come quella di S. Andrea e squartandolo crudelmente. Fu un religioso di straordinaria santità, esemplare per l'astinenza, per lo spirito di preghiera e per la carità verso gli schiavi. Il suo culto immemorabile fu confermato nel 1728 e la sua festa nell'Ordine fu fissata al 14 novembre.
San Pietro Pascasio
Nacque in Valencia (Spagna) nel 1227. Da giovane iniziò la carriera ecclesiastica nella sua città natale e perfezionò i suoi studi nella università di Parigi. Ritornato a Valencia gli fu conferito il titolo di canonico della chiesa cattedrale. Nel 1250 entrò nell'Ordine della Mercede. A lui si deve l'onore di aver difeso pubblicamente nel 1295 a Parigi, nella sua opera Vita di Lazzaro, l'Immacolata Concezione di Maria, prima di qualunque altro teologo dell'occidente. Questa difesa divenne da allora una tradizione e un impegno per la Famiglia Mercedaria. Nel 1296 andò a Roma e per disposizione del Papa Bonifacio VIII fu consacrato vescovo di Jaen. La consacrazione avvenne nella cappella di S. Bartolomeo, nell'isola tiberina.Mentre era in visita pastorale alla sua diocesi fu catturato dai musulmani e portato in Granada. In carcere scrisse in lingua limosina: "Disputa del Vescovo di Jaen contro i Giudei" e "Impugnazione della setta di Maometto" per offrire argomenti ai cristiani schiavi contro le insidie proselitistiche dei giudei e dei musulmani. Scrisse anche il "Libro di Gamaliele" sulla passione e morte di Cristo, ed altre opere. Dopo inaudite sofferenze il 6 dicembre del 1300 fu decapitato nella prigione, rivestito ancora dei paramenti usati per celebrare la Messa. Il culto immemorabile tributato a questo martire fu confermato con regolare processo nel 1670 e la sua festa fissata al 6 dicembre.
San Pietro Armengaudio
Nacque in Guardia dels Prats (Tarragona, Spagna) verso il 1240. Passata l'adolescenza onorevolmente nella famiglia, durante la gioventù prese la strada di una vita dissoluta e del banditismo. In uno scontro armato con la polizia si trovò ad incrociare la spada con suo padre Arnaldo. La provvidenziale circostanza fece rinsavire il giovane, il quale depose le armi davanti al suo genitore, gli chiese perdono e decise con ferrea volontà di cambiare vita. Pietro sollecitò insistentemente i frati della Mercede perché lo ricevessero nell'Ordine. Dopo ripetute richieste fu accolto nella Mercede e affidato al Maestro fra Bernardo di Corbaria. Andò due volte nella terra dei Mori per compiere il ministero della redenzione. Nel secondo viaggio, nel 1266, restò in pegno al posto di alcuni schiavi ma non arrivando in tempo il denaro del suo riscatto fu impiccato ad una forca sulla quale, per singolare protezione di Maria, fu trovato vivo dal compagno quando arrivò, il giorno seguente, col denaro pattuito. Ritornato in Spagna visse durante quasi quaranta anni ritirato nel suo convento di Santa Maria di Guardia dels Prats, dove morì santamente nel 1304. Il suo culto immemorabile fu approvato nel 1686 e la sua festa fissata il 27 aprile.
Giovanni Gilabert
Nacque in Valencia il 24 giugno 1350. Nel 1370 vestì l'abito mercedario in El Puig. Studiò diritto e fu ordinato sacerdote nel 1375, dedicandosi alla predicazione, ministero che esercitò con molto successo.Nel 1409 fu eletto commendatore di Valencia, dove si verificò un fatto che segnò la sua vita. Il 24 febbraio di quell'anno, mentre andava dal suo convento alla cattedrale, per predicare il sermone della prima domenica di Quaresima, vide che alcuni giovani infierivano contro un povero demente. Il frate corse in suo aiuto, mettendo in fuga gli aggressori e conducendo il malcapitato nel suo cenobio. Fortemente impressionato per quanto era successo, andò nella cattedrale e tenne un appassionato discorso in cui sostenne l'urgente necessità di una istituzione benefica per accogliere questi infermi mentali. Scendendo dal pulpito gli si fecero incontro undici valenziani, con a capo un certo Lorenzo Salòm, che si dichiararono pronti ad assecondare il suo progetto. Esso divenne realtà il 9 marzo 1409: nacque così il primo ospedale psichiatrico del mondo. Negli anni seguenti si dedicò alla predicazione in compagnia di S. Vincenzo Ferrer. Morì il 18 maggio 1417. Il popolo valenziano lo ha tenuto sempre come santo e la città di Valencia lo considera come uno dei suoi figli più illustri.
Pietro Nolasco Perra
Nacque in Gergei, Sardegna, ai primi del 1574. Vestì l'abito mercedario nel convento di Bonaria il 14 febbraio 1598. Inviato a Valencia per proseguire gli studi, ivi fu ordinato sacerdote. Fu esempio di vita interiore, di obbedienza e di delicatezza nell'amore fraterno. Durante la celebrazione della sua Messa i fedeli che vi partecipavano si commuovevano per la grande devozione con cui pregava. Aveva parole di conforto e di incoraggiamento per chiunque lo avvicinava, specialmente durante la confessione. Morì a soli 32 anni il 15 giugno 1606. Nel suo paese di origine, in Sardegna, gli fu eretta una chiesa chiamata in dialetto sardo Sant'Impera (San Pietro) che si conserva ancora ai nostri giorni.
Ven. Pietro Urraca
Nacque in Jadraque (Spagna) nel 1583. Emigrato a Quito, un giorno mentre partecipava ad una funzione nella chiesa della Mercede si sentì chiamato dalla Vergine a farsi Mercedario. Cambiò il suo nome, Pasquale in quello di Pietro della Santissima Trinità verso cui nutriva una grande devozione. Nella vita religiosa si distinse per l'intensità della sua vita interiore e per l'impegno nella pratica della penitenza, dell'orazione e dell'umiltà. Fu ordinato sacerdote in Lima nel 1610 e ivi si dedicò con ardore alla predicazione e alla evangelizzazione dei poveri. Passò gli ultimi anni della sua vita paralizzato ma, nonostante ciò, continuò il suo apostolato con la direzione spirituale di molte persone, fino alla morte avvenuta il 7 agosto 1657. Il suo sepolcro è a tutt'oggi meta continua di pellegrinaggi di persone di tutte le categorie. A Roma è aperta la causa di beatificazione.
Fra Antonino Pisano
Nacque il 19 marzo 1907 nella città di Cagliari, in Sardegna. Entrò nell'Ordine della Mercede l'anno 1920, ma dovette abbandonare il convento per malattia. Tenace e perseverante, appena migliorò in salute volle rientrare, iniziando il noviziato il 5 marzo 1922. Professò i voti semplici l'8 dicembre 1923. Si dedicò con grande applicazione e serietà agli studi sacerdotali, ma con maggiore impegno nell'acquisto delle virtù religiose, dando prova di vero amore a Dio e al prossimo con l'offerta eroica della sua giovane vita, a 19 anni, per la riparazione dei peccati degli uomini e per la conversione degli eretici, degli infedeli e dei peccatori. Il Signore accettò l'oblazione di Fr. Antonino: nel mese di maggio 1926 cominciò la sua Via Crucis e, benché ci fossero fondate speranze di guarigione, l'infermità polmonare lo portò alla morte il 6 agosto 1927. È sepolto nel Santuario di Nostra Signora di Bonaria, in Cagliari. Molte persone assicurano di aver ricevuto grazie dal Signore per la sua intercessione. Il processo per il riconoscimento della sua santità è in corso a Roma.
Tratto da www.mercede.it
|